Come usufruire dell’Ecobonus con detrazione del 110% per fotovoltaico con accumulo

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Tempistiche, limiti di spesa e detrazioni al 110% di Superbonus 2021 e Ecobonus 110% per fotovoltaico e sistemi di accumulo, anche grazie allo strumento della cessione del credito che il Gruppo Fondiario Italia ti mette a disposizione abbattendo i costi iniziali di spesa pari a zero. 

Indice dei Contenuti

L’Ecobonus 110% riguarda gli interventi edilizi di riqualificazione energetica per prime e seconde case, unifamiliari o condomini, in merito all’introduzione di fonti di energie rinnovabili e solari attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici e del fotovoltaico con accumulo. E comprende inoltre interventi volti alla riqualificazione termica mediante l’installazione di una pompa di calore, il cappotto termico o la sostituzione di impianti di climatizzazione con sistemi centralizzati ad alto valore energetico. 

In questo articolo su come usufruire dell’Ecobonus 110% per fotovoltaico faremo chiarezza sulle detrazioni fiscali in rapporto alle energie rinnovabili, al fotovoltaico con accumulo e pannelli solari, grazie allo strumento della cessione del credito che il Gruppo Fondiario Italia mette a disposizione dandoti la possibilità di iniziare subito i lavori senza un budget iniziale di spesa.

Chi ha diritto all'Ecobonus 110%

Sono molte le categorie che hanno diritto di accesso all’Ecobonus 110%. Aldilà dell’esclusione di aziende, ville, castelli e abitazioni di lusso, la sua diffusione capillare nasce  in risposta alle sfide climatiche ed ambientali del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Si tratta di una risposta concreta al global warming in virtù della promozione delle energie rinnovabili e mirando a promuovere l’autosufficienza energetica del maggior numero di edifici e abitazioni esistenti. Va subito precisato infatti che gli edifici di nuova costruzione non rientrano nel piano dei benefici fiscali.

Nello specifico, hanno diritto alla detrazione del 110%:

Come funziona l’Ecobonus per il fotovoltaico?

Per accedere alla detrazione dell’Ecobonus bisogna distinguere tra interventi primari (definiti dalla normativa, trainanti) e interventi secondari (trainati). Tra la fascia di interventi secondari, è compreso anche il fotovoltaico con accumulo e l’installazione di pannelli solari. Gli interventi legati alla produzione di energia solare dovranno essere integrati ad altre tipologie di ristrutturazioni  considerate di prima fascia, come ad esempio l’installazione di una pompa di calore, il cappotto termico o anche la sostituzione di impianti di climatizzazione con sistemi centralizzati per il raffreddamento o il riscaldamento. La detrazione sarà concessa per l’installazione di un impianto fotovoltaico inserito all’interno di un intervento più ampio. In tal caso, si dovrà  garantire il conseguimento di una classe energetica più elevata, in rapporto alla precedente, in linea con lo scopo di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio. Gli interventi da integrare al fotovoltaico per usufruire della detrazione al 110% sono: 

Quali incentivi ci sono per il fotovoltaico?

L’Ecobonus 110% fotovoltaico (spesso chiamato anche ecobonus fotovoltaico, o Superbonus 110 fotovoltaico) riguarda gli interventi di spesa compresi dal 1 luglio 2020 al 30 giugno 2022 per l’installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo nuovi o da applicare a pannelli già esistenti. Per quanto concerne, i condomini e gli edifici che comprendono più unità familiari la scadenza è il 31 dicembre 2022, a condizione che entro il 30 giugno 2022 sia terminato il 60% dell’intervento complessivo previsto. Gli incentivi sono concessi per i pannelli solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica e montati su strutture di pertinenza degli stessi edifici (il tetto, ad esempio); e, inoltre, sistemi di accumulo integrati in pannelli solari esistenti o a integrazione dei sistemi fotovoltaici installati. La detrazione al 110% è distribuita in 5 anni sulla spesa complessiva e in relazione al tetto massimo di spesa indicato dalla Agenzia delle Entrate e congiuntamente agli interventi di prima fascia con cui si è scelto di combinare l’ecobonus fotovoltaico.

Si tratta di incentivi a costo zero ?

Il decreto Rilancio introduce lo strumento della cessione del credito di imposta direttamente al fornitore o all’impresa a cui sono affidati i lavori. Il meccanismo è semplice. Vediamo di comprenderlo con un esempio. Per un intervento di riqualificazione energetica della propria abitazione, il beneficiario dell’Ecobonus deve recuperare dal fisco la detrazione del 110% spalmata su 10 anni, poniamo pari a un importo di 5.000 euro. Con la cessione del credito, il beneficiario dell’Ecobonus potrà pagare l’impresa cedendogli quel credito di 5.000 che il fisco gli avrebbe riconosciuto in 5 anni. In questo modo, il beneficiario dell’Ecobonus può far partire subito i lavori a costo zero, senza anticipare nessuna spesa, perché sarà l’impresa a farsi carico del recupero del credito con il fisco. Nel caso di interventi sostenuti da agevolazioni Superbonus al 110%, la cessione del credito vale per le spese sostenute a partire dal primo luglio 2020 e fino al 2022.

Che cos’è un impianto fotovoltaico

L’effetto fotovoltaico consiste nella conversione dell’energia solare in energia elettrica. Questo processo è reso possibile dalle proprietà fisiche di alcuni elementi definiti semiconduttori come il silicio. La cellula fotovoltaica è l’elemento base del generatore fotovoltaico ed è costituita da materiale semiconduttore trattato che converte la radiazione solare in elettricità. Un insieme di cellule collegate tra loro compongono il modulo fotovoltaico. Nel modulo le celle sono protette dagli agenti atmosferici mediante un vetro sul lato frontale e da materiali isolanti e plastici sul lato posteriore. Una rete di moduli collegati tra loro in una struttura rigida dà vita al pannello fotovoltaico. I pannelli generano corrente elettrica continua che ha bisogno di essere trasformata in corrente alternata da parte di un strumento chiamato inverter. Solo a questo punto può essere utilizzata dalla maggior parte delle abitazioni. 

Struttura di un modulo fotovoltaico

Fotovoltaico con sistema di accumulo

Il sistema di accumulo consiste in una rete di batterie (o accumulatori) che hanno la funzione di stoccare l’energia prodotta in eccesso dai pannelli fotovoltaici durante le ore solari. L’energia in sovrappiù, prodotta  durante il giorno, è incamerata dal sistema di accumulo, che la sprigiona nelle ore notturne. In altro modo, l’energia in sovrappiù prodotta di giorno andrebbe persa. Il fotovoltaico con accumulo, alimentando l’impianto anche di notte, evita il ricorso al consumo dell’energia elettrica di rete e aumenta la capacità di autosufficienza energetica del nostro impianto. L’utilizzo di un sistema di accumulo garantisce un risparmio in bolletta del 90% I benefici puntano quindi a utilizzare l’energia elettrica generata dal nostro impianto fotovoltaico che costa meno di quella ritirata dalla rete. Si può così scendere di scaglione di potenza usufruendo di una minore tariffa offerta dalla nostra compagnia. Una seconda soluzione di stoccaggio è l’inverter con sistema di accumulo. Sul mercato sono disponibili inverter che montano al proprio interno (e in uno spazio contenuto) anche un sistema di accumulo. Al proposito, potrebbe interessarti: Batterie fotovoltaiche: l’importanza dell’impianto con accumulo.

Sistema di accumulo basato su batterie di litio, ferro e fosfato

Limite di spesa per impianti detraibili al 110%

La spesa massima per l’Ecobonus 110% per fotovoltaico è fissata a 48.000 euro per singola unità immobiliare, e nei limiti di spesa di 2.400 euro per ogni  kW di potenza minimale dell’impianto. Lo stesso limite è esteso per i sistemi di accumulo (batterie o inverter) integrabili negli impianti fotovoltaici riconosciuti dal Superbonus 110%. Più alta invece la spesa massima concessa per l’ammortamento di impianti solari che è fissata a 60.000 euro e comunque nel limite generale di 1.000 per ogni KWH di capacità di accumulo.  La detrazione non è cumulabile ad altri incentivi pubblici. 

Chi usufruisce del Superbonus dovrà rinunciare alla remunerazione dell'energia immessa in rete?

La risposta è sì. C’è da aggiungere che si tratta di una condizione messa in evidenza con decreto del Ministero dello Sviluppo economico (comma 9 dell’articolo 42-bis) dove sono indicati i limiti per la remunerazione e la valorizzazione dell’energia condivisa prodotta da impianti incentivati. D’altra parte, come abbiamo più volte precisato in questo articolo, lo spirito del Superbonus 110% è quello di favorire l’autosufficienza energetica, di abbattere le emissioni fossili e instaurare la transizione energetica di cui a oggi siamo solo ai primi passi.  E nel farlo ci è concessa una detrazione fiscale che senza esagerare è pari al costo zero dell’intervento.   

Il Gruppo Fondiario Italia ti offre la possibilità della cessione del credito per gli interventi di Ecobonus 110 e Superbonus 110. Compila ora la domanda per un’analisi gratuita, i nostri tecnici ti risponderanno entro 48h . 

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